Ubicato all’interno dell’ex chiesa sconsacrata di San Giacomo de Spada (in via C. Navarra 75) ad Alcamo (Tp), il Museo degli strumenti musicali multietnici contiene duecentotrentadue strumenti di ogni parte del mondo. Questi sono stati collezionati da Fausto Cannone, docente, cantante e autore musicale (scomparso nel 2017) nel corso dei suoi frequenti viaggi in Europa e negli altri continenti. Dopo l’istituzione del museo nel 2014, la vasta collezione di strumenti musicali venne ospitata in un primo momento in due sale del Museo di Arte Contemporanea presso l’ex Collegio dei Gesuiti di Alcamo. Nel giugno del 2018 il museo è stato spostato nella sede definitiva dell’ex chiesa di San Giacomo de Spada.All’interno delle bacheche e delle vetrine presenti nella chiesa sconsacrata, sono contenuti tutti gli strumenti – a corda, a fiato, a percussione – raccolti dal prof. Cannone in ogni angolo del mondo, anche all’interno dell’Amazzonia, o fra gli aborigeni australiani, o ancora nelle regioni più interne dell’Africa, ad esempio presso i Pigmei.
Tra gli strumenti a corda si trova ovviamente il classico violino, un esemplare italiano del 1714. Ma sono presenti anche gli strumenti da cui si è storicamente evoluto: la Ribeca medievale, e il progenitore di quest’ultima, il Rebab, originario dell’Afganistan e diffuso dagli Arabi fino in Nord-Africa.
Dalla Bolivia e dal Perù provengono alcuni esemplari di Charango, una sorta di mandolino la cui cassa armonica è però ricavata dal guscio di armadillo. Quest’ultimo è oggi – per fortuna – una specie protetta, e dunque questi rari strumenti musicali si rivelano una preziosa testimonianza etnologica.
Un’altra famiglia di strumenti a corda simili, ma provenienti da paesi diversi, sono le cetre da tavolo rappresentate all’interno del museo, dal Qanon egiziano, dal Salterio ebraico (lo strumento con cui il re Davide accompagnava la recitazione dei salmi), dallo Zither austriaco, dal Santir vienamita e dallo Zheng cinese.
Si possono ammirare inoltre anche strumenti piuttosto curiosi come ad es. l’Ennanga (o Nanga) africana, una via di mezzo tra un’arpa e una chitarra, con una cassa armonica ovale di legno e foderata di pelle. Inserita in essa vi è un manico ricurvo con una serie di perni per tendere le corde di budello. Il Kantele finlandese è invece uno strumento a cinque corde tese sopra un supporto di legno aperto, come una sorta di piccola cetra. Mentre il Gusle (o Lahuta) dei Balcani, derivato dalla lira bizantina, ha una cassa armonica ovale ma è composto da una singola corda sfregata tramite un archetto, come nel caso del violoncello.
Tra gli strumenti a fiato i più curiosi sono forse i Didjeridioo australiani e le ocarine messicane, peraltro finemente decorati all’esterno. E naturalmente sono presenti anche cornamuse, ciaramelle, flauti di diverse parti del mondo (dell’India, dell’Amazzonia, ecc.), compreso il classico friscaleddu siciliano.
Ovviamente non mancano neppure gli strumenti a percussione come molti tipi di tamburi: ad es. il T’ang Ku cinese, il Djembè africano, il Dhyangro (il tamburo degli sciamani dell’Himalaya), e altri ancora.
Altri curiosi strumenti che si possono ammirare nel museo sono la Sanza africana, meglio nota come Kalimba, costituita da una serie di lamelle metalliche da pizzicare con le dita (un po’ come nel classico Marranzano), e il Ronéat Ek, uno xilofono tibetano in legno di ebano e decorato con tre teste di drago.
Fra i tanti reperti musicali si possono anche ammirare esempi di strumenti moderni, come chitarre elettriche (Gibson “Les Paul Custom” o la Meazzi Hollywood “Sonic”), violini elettrici, e altri ancora.
Il museo di Alcamo mette anche a disposizione dei visitatori file audio e video che riproducono i suoni e le tecniche di esecuzione degli strumenti esposti, per consentire così di apprezzare le tradizioni musicali anche delle popolazioni più lontane e meno conosciute.
Fonti:
www.comune.alcamo.tp.it/it/vivere/746073
www.musei-sicilia.it/museo/museo-degli-strumenti-musicali-multietnici-fausto-cannone
Il Museo degli strumenti musicali Fausto Cannone si trova all’interno della ex chiesa sconsacrata di San Giacomo de Spada, in via Commendator Navarra 75, ad Alcamo (Tp).
Gli orari sono i seguenti: dal martedì al venerdì, ore 9,30 – 12,30; 15,30 – 18,30; il sabato e la domenica solo nel pomeriggio: 15,30 – 18,30. Il lunedì chiuso. L’ingresso è gratuito.
Come espressamente indicato nel sito web del museo, prima di ogni visita è opportuno informarsi telefonicamente al numero 0924 24592.
Per altre informazioni e aggiornamenti – ad es. variazioni di orari nel periodo estivo – si può consultare la relativa pagina web: www.comune.alcamo.tp.it/it/vivere/746073.
Testo di Ignazio Burgio. Le immagini sono tratte da wikipedia. La foto all’inizio del testo è di Pugliesig. Articolo pubblicato il 13 marzo 2026.
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