Teatro, musica, danza, mostre e ancora altro: ogni anno in estate il festival delle Orestiadi di Gibellina offre una vasta scelta di ogni genere di arte.Vennero istituite nel 1981 da Ludovico Corrao, nella cittadina divenuta simbolo del terremoto del Belìce del 1968, con l’intento per far rinascere la vita culturale della nuova città ricostruita poco distante dalle macerie della vecchia Gibellina. Il nome intendeva rifarsi all’omonima trilogia drammatica di Eschilo, l’Orestea appunto, messa in scena proprio nella prima edizione, ma tradotta in “siciliano poetico” da Emilio Isgrò. Poco più di dieci anni dopo nel 1992, venne costituita un’apposita fondazione – Fondazione Istituto di Alta Cultura Orestiadi, con sede nel Baglio Di Stefano – con il compito di curare le nuove edizioni del Festival. Numerosi gli artisti, gli attori e i registi – Bob Wilson, Peter Stein, Thierry Salmon, Emir Kusturica, Eimuntas Nekrosius, Philip Glass, Goran Bregovic, ecc. – che nelle passate edizioni sono stati presenti e hanno lasciato il loro segno.
L’edizione 2026 – la quarantacinquesima – diretta da Alfio Scuderi, dal titolo “Atti di resistenza contemporanea” si aprirà ufficialmente il 2 luglio per concludersi il 2 agosto. Ma già il 26 e 27 giugno vi sarà una straordinaria anteprima, allorchè verrà riproposta proprio l’Orestea presso il Cretto di Burri. Ospiti d’eccezione saranno Emilio Isgrò e Pietrangelo Buttafuoco.
Nei primi giorni di luglio alcuni spettacoli che si terranno al Baglio Di Stefano, saranno un omaggio a Dario Fo nel centenario della nascita: il 3, Ugo Dighero reciterà il monologo “Francesco lu Santu Jullare”, scritto dal Premio Nobel milanese; il giorno successivo, 4 luglio, “Libere”, tre monologhi di Dario Fo e Franca Rame; il 5 infine, “Lazzaro affabulato” tratto da un lavoro sempre di Dario Fo.
Per i cento anni dalla nascita di un altro grande artista, Arnaldo Pomodoro (scomparso proprio l’anno scorso a 99 anni), il 18 luglio sempre al Baglio di Stefano si terrà lo spettacolo “Danzando l’arte: le forme del mito” ispirato al “Pilade” di Pier Paolo Pasolini.
Il programma prevede anche la partecipazione di grandi nomi del mondo dello spettacolo, come Toni Servillo, Moni Ovadia, Marco Paolini, Roberto Andò, ed altri.
Per quanto riguarda gli appuntamenti musicali, il 31 luglio Paolo Fresu alla tromba e Daniele Di Bonaventura al bandoneon suoneranno al Cretto di Burri, mentre il cantante Dimartino il 2 agosto, sempre nella medesima sede, concluderà le Orestiadi presentando il suo album “L’improbabile piena dell’Oreto”.
Fonte: www.fondazioneorestiadi.it/orestiadi2026
Testo di Ignazio Burgio. L’immagine di Trolvag, tratta da Wikipedia, ritrae una piazza della Nuova Gibellina. Data di pubblicazione: 13 giugno 2026.
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